Merry adventures of the Imperial Wissenland Inquisition

Capitolo 1
Si parte ancora prima di cominciare l'addestramento. Alè!

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Tutti i personaggi sono stati invitati da una lettera/imposizione del Conte Harold von Liebwitz a unirsi alla Inquisizione Imperiale del Wissenland.

Nel giro di una settimana sono tutti arrivati all’elegante magione di lord Sigfriend von Liebwitz. I preparativi sono ancora in corso, i PG non hanno nemmeno incontrato un singolo cacciatore di streghe, né iniziato alcun addestramento. Sono solo stati istruiti sommariamente sui loro diritti e doveri da Sigrfied, che ha consegnato anche i distintivi.

Un notte arriva tale Otto Tucken, villico di Wurmgrube. Si è fatto una tirata di oltre 48 in barca, lungo il fiume, senza dormire. Reca con sé una lettera con una richiesta di aiuto dal villaggio. Sigrfied esorta i PG ad andare, ed essi partono immediatamente. Sigfriend fornisce loro un carretto dell’equipaggiamento con mulo.

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Arrivati in tre giorni e mezzo al villaggio di Wurmgrube, i PG vengono accolti dai villici e ascoltano la loro storia:

  • I ghoul hanno attaccato una volta, uccidendo 8 pecore e ferendone 4 (Il totale di pecore prima dell’attacco era di 39).
  • La gente era chiusa in casa, nessun umano è stato attaccato
  • Karl Krastun, il mugnaio, e Toddlem Kniedster, giovane ribaldo, sono gli unici che hanno risposto all’attacco riempiendo di frecce i ghoul e mettendoli in fuga.
  • Toddler sostiene che i ghoul avessero le mani e bocca sporche di sangue da prima di assaltare le pecore.
  • I ghoul “ci sono sempre stati”, attaccando o disturbando il villaggio negli anni, sempre accusati di ogni pecora che spariva o di far abbaiare i cani.
  • Sono stati visti la volta prima circa 2 mesi fa, che si disputavano la carogna di un cane lungo un sentiero.
  • “Le bestie erano inquiete, le pecore sono tutte scappate! Hanno grattato le porte e ululato. Ci abbiamo messo tre giorni a radunare tutte le pecore, temendo per le loro imboscate.”
  • “Ci sono sempre stati dei ghoul al ”/wikis/cimitero-abbandonato-di-mitruske" class=“wiki-page-link”> vecchio cimitero!"
  • “Sono in combutta con i Meterschen, secondo me. Lo pensate tutti, ma solo io ho il coraggio di dirlo!”, detto da Ada Kniedster.
  • “Dalla fattoria dei Meterschen hanno sentito grida disumane nel cimitero la stessa notte!”
  • “Due anni fa hanno mangiato i gemelli della vedova Kniedster, che erano andati là da soli. Abbiamo fatto un spedizione, ma non li abbiamo trovati. Lukas aveva anche scritto al Conte per chiedere aiuto!”
  • “Sono arrivati saltando nel fossato e attaccandosi alla ruota del mio mulino! L’abbiamo smontata il giorno dopo.” Detto da Karl Krastun.

Il villaggio non ha un capo villaggio, ma Urquell Treshafen, il taverniere, e Karl Krastun sono quelli che prendono le decisioni.

Un esame alle pecore ferite rivela che probabilmente sì, sono stati dei ghoul. Le pecore sono in via di guarigione. I PG chiedono che siano tenute isolate dalle altre. I PG terrorizzano una bambina; inoltre, la facenno scoppiare in lacrime quando capisce che stanno parlando di uccidere la sua pecora preferita.

Parlando con Ada, scoprono che:

  • I due gemelli erano adolescenti, hanno sfidato il fratello più grande dando una prova di coraggio: passare una notte al vecchio cimitero
  • Hanno trovato il sangue il giorno dopo, e alcuni resti
  • Da allora Toddlem non vive più con la madre, si è trasferito da solo in un’altra casa di famiglia, che cade a pezzi

Messo alle strette da domande incalzanti e molto poco gentili, Toddlem Kniedster alla fine confessa che i ghoul non erano 30, ma 12 al massimo.

Dopo aver visitato le altre case del villaggio, i PG si mettono in marcia verso la casa dei Meterschen, che sta lungo il sentiero che porta al cimitero…

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Capitolo 2
Roba che neanche il tenente Colombo...!

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Dopo aver esaminato ogni casa del villaggio, e verificato lo stato delle difese (servirà ampliare grandi pezzi del fossato), i personaggi organizzano una benedizione di massa.

Lusche Quintus, salita sul carretto, arringa la quasi totalità del paese riunitasi nella piazza del mercato di fronte alla taverna. Nel frattempo, gli altri PG girano tra la folla cercando di carpire indizi e frasi. Non ottengono nulla -anzi, quando la gente li vede avvicinarsi, si zittisce.

Cenano in taverna e passano la notte nella stanza comune. Sembra che sia molto poco usata e Urquell Treshafen obbliga in malo modo due dei suoi servetti a spolverarne e pulirne una parte. Si organizzano turni di guardia ma la notte passa tranquilla. Il carretto ed il mulo vengono affidati al locandiere.

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Al sorgere del sole, dopo una colazione con pane raffermo e uova, i PG partono alla volta del cimitero, seguendo un sentiero lungo un fosso. Man mano che si avvicinano al fiume, la terra si fa sempre più fangosa, finché inizia un tratto quasi paludoso. Lì trovano la cascina dei Meterschen: Huber e Helga. Il terreno attorno alla casa è molto fertile, c’è persino un frutteto. La porta e le finestre sono rinforzate come e meglio di quelle della locanda. Huber è molto vecchio e scorbutico, Helga più giovane e sottomessa a lui, che la zittisce e comanda. Un po’ riluttante, il vecchio veterano li lascia esaminare la sua casa. I ghoul gli hanno ucciso il cane, e il giorno dopo ha preparato dei piccoli cavalli di frisia che ha piazzato davanti alle finestre. Dal vecchio scoprono che passare una notte al cimitero è considerata una prova di coraggio tra i ragazzini, e che in molti l’hanno fatto senza che succedesse niente, almeno prima che i ghoul si mangiassero i due gemelli della vedova Kniedster.

Dopo aver lungamente parlato con i Meterschen, i PG si dirigono verso il cimitero.

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Capitolo 3
Una buona tomba non teme alcuna vanga

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Con le menti ancora intente a masticare le informazioni ambigue fornite dal misterioso Meterschen, i PG (tranne Bernard , che è rimasto al villaggio per assicurarsi che i villici inizino i lavori per allargare il fossato) si rimettono in cammino e dopo un’allegra scampagnata, superata una macchia boscosa piuttosto tranquilla, giungono ai piedi di una collina. Ivi trovano il vecchio cimitero. Lungo i fianchi, disposti regolarmente, 45 mucchi di pietre punteggiano l’erba secca, mentre sulla sommità, erto da tempo immemore a sfidare i secoli e le intemperie, un tempio di pietra. Le possenti colonne quadrate sorreggono un tetto malandato, anch’esso di pietra, coperto da muschi e vegetazione avventizia.

Avvicinatisi ai primi mucchi di pietre, i PG si rendono conto che si tratta di tumuli posti sulle sepolture di uomini i cui nomi sono stati ormai dimenticati da tutti. Ad un’analisi più ravvicinata, appare evidente che alcune di queste sepolture sono state violate: grossi frammenti di legno delle bare giacciono attorno a grosse buche colà dove avrebbe dovuto esserci un tumulo e la cosa si ripete per altre due volte. Le buche sono scavate in maniera dissennata, con artigli anziché vanghe e le ossa, un tempo contenute nelle bare infrante, sono spezzate, rosicchiate e sparse nelle vicinanze. Gli stessi segni degli artigli, artefici della profanazione, recano tracce della nera sostanza secreta dai ghoul. Non v’è dubbio alcuno.

Norbert inizia ad analizzare le impronte che ricoprono il terriccio, ancora soffice per le piogge, e scopre dettagli ancora più confusi: ci sono tracce di enormi stivali, come di un orco o di un ogre, e tracce di piccoli piedini, in prossimità del tempio. Tutte le altre impronte, che corrono dissennatamente per tutta l’estensione del cimitero, sono di ghoul.

In due delle tre tombe profanate, Mina e Gustav rinvengono tracce di sangue, copiose a tal punto da essere sopravvissute alla forza mondatrice delle piogge. Data l’assenza di pelo di alcun genere, sembrerebbe che il sangue sia addirittura umano.

Ma l’elemento che più colpisce i PG è che, nonostante tutto sembri ricondurre a un’incursione di ghoul affamati in cerca di carcasse da divorare, non c’è tracca di teschi, né nelle tombe dei legittimi proprietari, né nelle vicinanze, come se i ghoul li avessero portati da qualche parte per qualche motivo.

Poco prima di abbandonare il cimitero, i PG scoprono che, in una delle tombe profanate e cosparse di sangue, giacciono resti decisamente più recenti: tendini e ossa che fino a una decina di giorni prima avrebbero potuto essere parte di un essere umano adulto ancora in vita sono ora disseminati nelle vicinanze di questa ultima sepoltura, insieme a un lembo di stoffa bianca (probabilmente l’ultimo rimasuglio del colletto a sbuffo di una camicia di buona fattura) e un brandello di stoffa blu (apparentemente da pantalone).

Senza dare troppo peso a un enorme martello dalla testa in pietra recante, inciso, un sole a sei punte, a segnare una delle sepolture, i PG seguono Norbert, mentre questi a sua volta segue le tracce dei ghoul lungo il fiume, controcorrente. Dopo circa due ore, le tracce scompaiono nel fiume, guarda caso proprio in prossimità di un guado. I PG, noncuranti della temperatura dell’acqua, guadano anch’essi!

Sull’altra sponda, però, le tracce non ricompaiono. Sconfortati, i PG continuano a camminare apparentemente senza meta lungo l’argine. Proseguono indomiti per oltre sei chilometri, senza la traccia di un sentiero, finché non giungono in una radura.

Purtroppo, nemmeno qui i PG riescono a recuperare la pista dei ghoul, ma Adrich individua e recupera un dardo da balestra pinatanto in alto su un albero (si deve arrampicare) e, ancora più curiosamente, una freccetta da cerbottana con la punta avvelenata. La freccetta è in realtà poco più che una scheggia di legno, facendo presumere una sua origine meno che umana. Inoltre, chiari segne di frecce o dardi compaiono ad altezza d’uomo sulle cortecce di altrettanti alberi della radura. Frecce, dardo e freccetta da cerbottana sono tutti stati sparati in direzione del fiume.

Perse le tracce e presi un po’ dallo sconforto, i PG decidono di non tornare a Wurmgrube, ma di provare a spingere le indagini più a sud, nella cittadina di Owingen. Al fine di recuperare i preziosi servigi di Neschi, Norbert torna a Wurmgrube.

Il viaggio fino a Owingen è privo di eventi, fatta eccezione per l’incontro non molto fruttuoso con due guardie d’istanza a un casello di fronte a un ponte di pietra. Le guardie tentano di far pagare una gabella ai PG, che si rifiutano, intimorendoli e canzonandoli. Adric riesce quasi a guadagnarsi la fiducia del più vecchio e più stupido dei casellanti, Sigismund Prock, ma alla fine l’incontro finisce tra insulti, minacce e bestemmie. I PG si allontanano frettolosamente e i casellanti si rinchiudono nel casello (un capanno di legno con rinforzi in metallo) abbastanza spaventati. (I PG hanno spiegato di aver trovato tracce di ghoul e orchi.)

I personaggi arrivano a Owingen appena prima del buio. Owingen si rivela essere un villaggio di circa 300 persone cinto da palizzate di legno e custodito da una guardia dal dubbio gusto in fatto di pettinatura. Una volta mostrati i distintivi della IWI, nessuno si oppone alla richiesta dei PG di incontrare il borgomastro. In poco tempo viene organizzato l’incontro al quale partecipano il borgomastro, il prete di Sigmar e il prete di Morr. Mentre il borgomastro tenta di essere amichevole con i PG (lasciandosi però scappare il suo disprezzo per la gente di città), il prete di Sigmar fa pesare la sua autorità e pretende spiegazioni:

“Se siete venuti ad indagare il Caos a Owingen, mi state insultando, poiché la presenza del Caos qui significherebbe che come prete, avrei fallito.”

Il silezioso prete di Morr, invece, rimane neutrale, tranne quando parla in privato con Gustav Riefenstahl. Gustav, infatti, tenta di ingraziarselo citando gli studi del suo maestro, professore all’università di Altdorf, ma il prete si incupisce e suggerisce a Gustav di stare molto attento a non scivolare nell’eresia. Poi fa un cenno a Markus indicando prorpio Gustav. I due preti si scambiano quindi uno sguardo d’intesa mica tanto rassicurante.

Una delle prime informazioni ad emergere riguarda un curioso esploratore che ha pernottato a Owingen. Dall’interrogatorio dell’oste locale, si scopre che il viandante indossava una peculiare sciarpa rossa, tipicamente nanica, e che ha speso una sostanziosa somma di denaro in ottimo vino. Purtroppo, dal confronto degli abbigliamenti, sembrerebbe che i resti umani del cimitero non appartenessero a lui.

Al cospetto di PG, preti e guardia viene chiamato Hans, l’oste del Lupo di Fiume, unica bettola del villaggio. Quando gli chiedono del viaggiatore e dei brandelli di vestiti, l’oste nega di ricordare che il viaggiatore indossasse quei vestiti. All’inizio sembra mentire (almeno, Adric ne è certo), ma dopo qualche domanda i PG sembrano convincersi che dica la verità.

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Capitolo 4
Indagini a Owingen

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I personaggi sono a Owingen, dove continuano le loro indagini. Per ora di pranzo giungono anche Bernard, che si era trattenuto a Wurmgrube per controllare i lavori di allargamento del fossato e Norbert, che nel frattempo lo era andato a richiamare d’urgenza a Wurmgrube.

In un colloquio privato con il Rickert, prete di Morri, presso il suo tempio, gli raccontano di come il vecchio cimitero sia stato profanato dai ghoul. Il prete s’incazza e dopo uno scambio non felice di velate accuse coi PG, chiede loro provocatoriamente se si offrono volontari per accompagnarlo al cimitero a sistemare tutto. I PG accettano. Il prete dice:
“Sarò pronto tra un’ora.”

In quell’ora:

  • I personaggi ritrovano i due servi di Urquell, il locandiere di Wurmgrube, che erano scappati nella notte e si temeva fossero diventati pasti per i gohul. In realtà, i due stanno apparentemente gratis ospiti della veodva Odessa Fergusson, che ha trasformato il vecchio cascinale in una casa di piacere (legale) dove fa prostituire le due figlie (di cui una ritardata). La vecchia sa il fatto suo, e senza smettere di fumare la pipa non si fa intimidire dalle minacce di Norbert, sbandierando la sua amicizia con uno dei cacciatori di streghe del Wissenland, Durham Torke, con cui i PG non sono mai venuti in contatto. (Presumibilmente lo incontreranno, però, prima o poi, visto che ce ne sono solo quattro e due di loro saranno nominati come capi dei personaggi!) Uno dei due servi tenta di fuggire, ma capitombola giù dal granaio e viene fermato dai personaggi. Con le spalle al muro, letteralmente, del granaio della vedova Fergusson, i due ragazzini vengono interrogati. Non si scopre niente di particolare, se non che hanno molta paura del loro padrone. Si forma un capannello di folla, e alla fine interviene Markus con una proposta: siccome organizzerà una spedizione nella notte per trovare chi minacci i villaggi, orchi o ghoul che siano, porterà i fanciulli con sé per insegnar loro una lezione di coraggio. Tutti tranne i due fanciulli acconsentono entusiasti, inclusa la vecchia vedova che se la ridacchia.
  • I peronaggi vengono anche in contatto con la comunità nanica di Owingen, che resta in un enclave di quattro casamenti bassi circondati da un muretto di sassi, con un unico ingresso. All’entrata staziona Glikka Trekbronke, armata di balestra. E’ con lei che i personaggi parlano, scoprendo di come i nani non vedano di buon occhio né la vedova Fergusson, né tanto meno lo straniero con la sciarpa rossa di fattura nanica che arrivò qualche giorno prima. Interviene nella discussione anche Udur Trekbronke, anziano della comunità nanica che parla il Reikspiel a malapena. Spiega che i nani sono a Owingen da prima di Owingen, e che quello straniero aveva sicuramente profanato una tomba nanica, magari nelle montagne, tanto che quando i mezzuomini arrivarono come di consueto per il mercato, portando le tortine, lo straniero le comprò tutte e le distribuì gratis alla gente, pagando con antiche monete dei nani. I nani non poterono né scacciare né opporsi allo straniero, perché era così ben voluto da tutti, e in special modo dal borgomastro con cui fece buoni affari (comprandogli del vino).

Il capitolo si conclude con i PG in partenza per il cimitero insieme al prete di Morr, tranne Gustav e Mina che invece accompagneranno le peregrinazioni notturne armate di Markus.

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Capitolo 5
Primo contatto con i ghoul: parte un punto fato

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I personaggi arrivano a marcia forzata da Owingen al cimitero abbandonato di Mitruske circa un’ora prima del tramonto.

Il prete di Morr Rickert, alla vista delle tombe profanate, sbrocca e si mette subito al lavoro per riseppellire e benedire. I personaggi vorrebbero dirigersi a Wurmgrube al più presto, secondo il piano originale, anche perché non hanno portato provviste.

Invece il prete, spinto dalla fede e dallo sbrocco per la profanazione, insiste nel restare lì, rimettere a posto le tombe, aspettare i ghoul di notte e sterminarli. Sarà l’insistenza di Bernard e Lusche a portarlo a più mite consiglio: anziché ingaggiare i ghoul in combattimento, si possono lasciare fare e per poi seguirli e scoprire in che punto della foresta si nascondono.

I personaggi si appostano in punti strategici e la notte cala. Poco prima di mezzanotte, i ghoul arrivano. Non si muovono tutti insieme, ma in totale ne arriveranno otto:

  1. Femmina, capelli lunghi biondi, piaghe sul collo, nuda e glabra, seni pendenti fino all’ombelico
  2. Femmina, capelli lunghi rossi, naso mancante
  3. Maschio, occhi così distanti da essere quasi laterali, baffetti incrostati di sangue secco
  4. Maschio, cieco da un occhio, tre denti, bava nera
  5. Maschio, borbotta costantemente, capelli biondi, giacca di cuoio e corpetto di maglia avvolti da catene arrugginite
  6. Maschio, petto villoso e nero, brache di tela strappata, cammina con un piede storto a 90 gradi
  7. Femmina, naso adunco, occhi iniettati di sangue, capelli neri a ciocche, pelle verdognola, pantaloni di cuoio da soldato
  8. Femmina, gonna nera sporca di ragnatele e nessun altro abito, pelle color cenere, magrissima

La dinamica dello scontro è piuttosto complicata. Lo riassumeremo così:

  • La presenza di Morr dalla parte dei personaggi si sente distintamente. I ghoul non causano paura né ai PG né al Rickert.
  • I primi tre ghoul arrivano attraversando il fiume, molto silenziosi e guardinghi. I personaggi appostati accanto al fiume non li vedono, anche se praticamente li hanno addosso. Norbert, in cima alla collina, li nota. Scende il crinale lungo una corda appositamente tesa per avvertire gli altri, ma fa casino e viene visto a sua volta.
  • I ghoul si coordinano gridando con voci rauche e sgraziate in reikspiel (alquanto essenziale e sgrammaticato). I primi ghoul chiamano gli altri come supporto.
  • Dopo qualche freccia parte un sanguinoso corpo a corpo che coinvolge (quasi) tutti, prete incluso, il quale prima di lanciarsi in battaglia urla una frase in classico la cui traduzione suona come: I morti devono stare sottoterra! Come v’òo devo dì!
  • Nella mischia, alcuni personaggi notano l’inquietante presenza di topi a poca distanza che anziché scappare, sembrano semplicemente stare lì.
  • Adric resta sulla cima della collina, lancia frecce e attira i ghoul 4 e 5 a sé, levandoli dalla mischia (in particolare il 5, che appare contrariato dalla freccia che Adric gli ha piantato nel collo).
  • Ad un certo punto, da qualche parte oltre il fiume, echeggia una voce terribile, una voce come di gigante amplificata in tutta la pianura (la voce strascicata di un ghoul): Uccidete! Uccidete tutti!
  • Nella mischia, i ghoul hanno la peggio. Il 3 riesce a fuggire (in critico), il 6 stordito viene catturato. Gli altri (1, 2, 7 e 8) vengono ammazzati. I personaggi sono tutti feriti (Bernard in modo grave).
  • Con un’ottima tattica, Adric continua a bersagliare i ghoul di frecce obbligandoli a salire da un lato particolarmente impervio della collina, poi, appena prima che arrivino a lui, li beffa scendendo e aiutandosi con la corda. Ha un’estrema sfortuna, però, perché (1) tutte le sue frecce vanno a vuoto, (2) cade malamente dalla collina e (3) perde la spada. Riesce a rialzarsi e recuperare la spada, ma i due ghoul gli sono addosso e lo scannano ad artigliate. Poi, vedendo che i compagni sono stati sconfitti, scappano.
  • Quando Rickert sta benedicendo Adric per prepararlo alla sepoltura, Adric apre gli occhi. E’ messo molto male, ma ancora vivo (Punto Fato!).

Raccolto il ghoul stordito (quello col piede ruotato ad angolo retto), i personaggi lasciano immediatamente il cimitero e lo trascinano verso Wurmgrube. Arrivano alla fattoria di Huber Meterschen, che si sveglia dapprima incazzato, poi è più contento quando comprende quel che è successo. Presta la sua carriola ai personaggi per trascinare il ghoul morente, Ma me la riportate pulita!

Arrivati a Wurmgrube, i personaggi si fanno riconoscere a urla, tutto il villaggio si sveglia. Il ponte levatoio cala e la gente trasale alla vista del ghoul ringhiante e legato. La bestia viene lasciata per il resto della notte in una delle case diroccate ed abbandonate (Nell’essiccatoio quella roba lì no, eh!), guardato a vista.

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La mattina dopo, appena si alza il sole, inizia un curioso interrogatorio con qualche tortura leggera (trasportarlo sotto la luce del sole diretta e lasciarlo lì; torcia vicino al volto fino a bruciargli i capelli e una martellata sulla rotula che lo fa svenire). Il ghoul capisce abbastanza, ma è evidente non sa comprendere alcune domande, come per esempio quelle su un uomo con una sciarpa nanica. Quello che gli si tira fuori può essere così riassunto:

  • Sono ghoul da prima di Aank.
  • Aank è il mio signore.
  • I teschi trafugati sono per Aank. Ci fa la magia.
  • Sono nato a Nuln.
  • Tre corone d’oro al mercato di Nuln [lo ripete ossessivamente]
  • Al cimitero andiamo per mangiare
  • Non saprete mai il mio segreto
  • Muoio ma morite anche voi, Aank arriva e vi mangia.
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Capitolo 6
Le allegre avventure di Hans il ghoul

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C’è un ghoul moribondo prigioniero dei PG.

Impiegando le sue conoscenze accademiche non del tutto ortodosse, Gustav assoda la natura mortale del ghoul, ne sonda le preferenze alimentari e stabilisce che, con ogni probabilità, l’immonda creatura può ancora essere utile agli agenti dell’Inquisizione come guida nella ricerca dei suoi simili.

Nel contempo, alla taverna, si discute sul da farsi e si conviene che, alla luce dello scontro della notte precedente, è necessario raccogliere un manipolo di ardimentosi sia da Wurmgrube che da Owingen con i quali dare la caccia ai ghoul e mettere fine una volta per tutte alla loro minaccia.

Marcus, per rinfrancare lo spirito della popolazione, decide di celebrare il rito settimanale di Sigmar a Wurmgrube e l’intero villaggio si mette in moto per organizzare la festa. Tavolacci di legno vengono approntate nella piazza della cittadina e la popolazione si riunisce per mangiare carne di pecora e bere birra. Lusche nota che, mentre tutti sono intenti a fare baldoria, Toddlem si sta allontanando con fare sospetto, spingendo una carriola traboccante pelli di pecora. Interrogato, non dà spiegazioni sul suo comportamento. Continua sulla strada per Owingen… probabilmente per vendere ai nani conciatori le pelli delle pecore ferite dai ghoul, sapientemente macellate dai contadini in assenza dei PG. Chissà che belle pergamente che ne usciranno!

Nel bel mezzo dei festeggiamenti, gli agenti dell’Inquisizione vengono richiamati alla taverna, dove ad attenderli c’è Franz von Gallinok. Presentatosi come Barone di quelle terre, von Gallinok informa gli agenti di essere in possesso di prove schiaccianti che identificano il borgomasto di Wurmgrube Gunter Hagens come un sordido adoratore del Chaos. Gli agenti inorridiscono. A quanto pare, tra le carte del Borgomastro si cela una pergamena recante simboli blasfemi legati al dio del mutamento, Tzeentch.

Gli agenti si fanno carico anche di questa indagine, rimanendo però insospettiti dalle potenziali implicazioni politiche della denuncia del Barone. Owingen è infatti indipendente dalla Baronia di von Gallinok e appare palese che l’eventuale incriminazione di Hagens riconsegnerebbe il villaggio nelle mani del Barone.

Unendo le necessità legate alla nuova indagine alla spedizione per raccogliere una milizia popolare con la quale sgominare la minaccia dei ghoul, gli agenti partono il giorno seguente alla volta di Owingen. Legato e incappucciato, Hans il ghoul (così è stato amichevolemnte ribattezzato sotto tortura) viaggia insieme al gruppo.

Il viaggio procede tranquillo e senza sorprese, tranne che per un bizzarro incontro con un halfling. Basso e grassoccio come tutti gli halfling, in bocca una piccola pipa carica di tabacco di bassa qualità, questo curioso figuro incontra gli agenti sulla strada, mentre sta trascinando un carretto pieno di tortini da Owingen a Wurmgrube. Interrogato in maniera crudele da Adric e Lusche, scoppia in lacrime, ma senza confessare nulla di significativo. Adric, però, individua all’interno di un vano del carrettino atto a conservare i denari, il simbolo di una potente famiglia criminale tileana: i temuti Magrassi!

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